Che la riunione tra i sindacati e l’assessore regionale al lavoro, convocata da quest’ultimo per definire la querelle relativa agli ex lavoratori Why not, non nasceva sotto i migliori auspici, lo si è capito subito dai manifesti affissi all’ingresso della sede istituzionale di via Lucrezia dove, tra gli altri, campeggiava un eloquente “Maiolo assessore virtuale”. Dopo l’incontro mattutino, durato circa un’ora e mezza, i lavoratori hanno manifestato infatti la loro insoddisfazione inscenando una dura protesta culminata con un blocco stradale che ha costretto lo stesso Maiolo a lasciare gli uffici solo alle 17 e 30 del pomeriggio.
La mattinata.Dopo la fumata nera della scorsa settimana, durante la quale fu chiesto ed ottenuto un incontro direttamente col titolare regionale delle politiche del lavoro, i sindacati sono stati convocati ad un tavolo di confronto per le 10 e 30 di ieri mattina a Catanzaro, presso la sede dell’assessorato di via Lucrezia della Valle. Erano presenti Domenico Zannino, segretario regionale della Cisl con delega al mercato del lavoro, Gianvincenzo Detrassi, segretario regionale Uil - Cpo e Gianluca Persico, segretario provinciale Ugl. Maiolo arriva intorno alle 10 e 45 e poco dopo inizia la discussione. Nel cortile antistante l’edificio la tensione è palpabile e ad ogni notizia di possibile fallimento della trattativa, corrispondono altrettanti propositi di azioni eclatanti. Il primo ad uscire dall’edificio, quando ormai sono le 13 e ignaro di quanto sta avvenendo fuori, è proprio Mario Maiolo che si dirige verso il cancello dell’uscita dove ad aspettarlo incontra il muro dei lavoratori: «Sono mesi che ci prendete in giro nonostante 8 anni che lavoriamo per la regione e senza alcun riconoscimento. Diteci dove dobbiamo mangiare. Basta parole, dovete toglierci da questa situazione. E c’è gente senza l’indennità di disoccupazione». L’assessore tenta di spiegare quanto è stato accordato durante la riunione ma la sfiducia e la diffidenza dei presenti prevale: «La Giunta Loiero ha promesso di stabilizzare i precari ma con quali risultati? Siamo tutti in mezzo ad una strada!». Maiolo abbozza qualche risposta ma è quando chiede di passare per recarsi al consiglio regionale che la frustrazione dei tanti lavoratori sfocia in rabbia: « A fare cosa assessore? A parlare di noi? O della sanità che fa schifo? Non esiste! Non prendeteci in giro. Ci sono ragazzini di primo pelo che sono stati assunti e noi a 40 anni, dopo aver fatto anche mansioni superiori, abbiamo il futuro incerto. Ricordatevi che avete chiesto i voti promettendo di stabilizzare i precari». Maiolo precisa che «il dipartimento del lavoro ha fatto tutto quello che era previsto dalla legge ed entro i termini stabiliti». Ma i lavoratori sono stufi «di tante belle parole»; stanchi «di uno scaricabarile per cui nessuno è responsabile»; delusi «dalle notizie che altre situazioni vengono regolarizzate forse perché c’è chi ha le spalle più coperte». I toni aumentano e gli animi si agitano e al grido di «dimettiti! dimettiti!», e preso atto che nessuno si sposterà dal cancello dello stabile di via Lucrezia della Valle, Maiolo fa dietro front e torna nei suoi uffici dove rimarrà per gran parte del pomeriggio.
I sindacati.Dopo Maiolo arrivano i sindacati e il primo a parlare è Nicola Zannino, segretario regionale della Cisl: «La scorsa settimana abbiamo chiesto un incontro col titolare regionale delle politiche del lavoro e, devo dire, Maiolo ci ha convocati per stamattina. Per telefono aveva preso l’impegno che avrebbe trovato i soldi. L’assessore non ha gradito i manifesti affissi anche perché la Legge regionale riguardante gli ex lavoratori Why not, la 28 del 14 agosto scorso, è senza copertura finanziaria ». Zannino prosegue nonostante l’evidente malumore dei presenti: «Il direttore regionale del Bilancio, Luigi Bigotta, presente all’incontro, ha confermato che al momento sul capitolo dei servizi esternalizzati ci sono solo 106 mila euro». Ecco dunque la proposta dell’assessore: « Abbiamo l’impegno da parte di Maiolo che martedì prossimo, durante la riunione di Giunta, sarà presentata la richiesta di variazione di bilancio – prosegue il rappresentante della Cisl -; l’assessore ritiene che ci sarà l’impegno di tutti per cercare una soluzione concreta al problema. Ancora oggi, però, ci sono aspetti tecnici da definire: ad esempio, come e quali lavoratori utilizzare e le qualifiche richieste». Aggiunge Gianvincenzo Petrassi, segretario regionale Uil – Cpo: «Noi chiediamo alla politica di farsi garante di una legge approvata in agosto ma senza nessuna copertura finanziaria. Una legge poco chiara, in cui non è indicato il bacino di riferimento: la Regione deve fare chiarezza sul numero dei lavoratori coinvolti e avviare al più presto i progetti». Gianluca Persico, segretario provinciale dell’Ugl, ritiene si tratti dell’«ennesima riunione interlocutoria perché la variazione di bilancio per rimpinguare il fondo della Legge regionale 28/08 sarà proposta solo la prossima settimana. E allora mi chiedo: dove erano o dove sono finiti i soldi»? Prosegue Persico: «Hanno approvato una legge ignorando le sigle sindacali, nonostante avessimo concordato con i capigruppo consiliari un percorso di stabilità diverso. È intervenuta la Giunta regionale con la proposta di legge approvata in agosto e passata in consiglio col voto di tutti: peccato, nessuno si è accorto che mancavano le risorse finanziarie ». Cosa succederà se martedì la situazione non si sblocca? «Qualunque azione sindacale si svolgerà nei limiti della legalità - conclude il delegato Ugl -. Anch’io provengo da 8 anni di precariato e conosco le emozioni e le tragedie di chi perde un lavoro: oggi non si può più giocare sulla pelle dei lavoratori pensando che siano oggetti: sono realtà concrete e hanno famiglie da mantenere, un dipendente è in terapia intensiva perché non riesce più a pagare i debiti. La Giunta non ha più alibi: assuma le decisioni che deve assumere».
Il blocco stradale.Sono circa le 13 e 20 quando i lavoratori, insoddisfatti delle argomentazioni ascoltate, decidono di invadere la trafficata carreggiata di via Lucrezia della valle. Naturalmente è subito il caos e le poche unità di polizia e carabinieri presenti, tentano ogni sforzo per non far degenerare la situazione. Più volte si rischia la rissa con gli automobilisti inviperiti ma per circa tre ore il blocco non si smuove. Solo con l’arrivo nel pomeriggio di un alto funzionario di polizia, il primo dirigente Pio Amariello, inizia una trattativa che sfocia nella decisione dei manifestanti di spostarsi dalla strada all’ingresso dell’assessorato in attesa, in ogni caso, dell’uscita di Maiolo, ancora asserragliato nei propri uffici. Sono le 17 e 30 quando, difeso da un paio cordoni delle forze dell’ordine, il rappresentante del Pd riuscirà ad andare via accompagnato da una selva di ironici applausi. I lavoratori sono decisi a non mollare e in attesa di quanto sarà deciso martedì dalla Giunta regionale, l’appuntamento è per giovedì prossimo, nuovamente presso la sede dell’assessorato al lavoro