venerdì 14 novembre 2008

Amc: assemblea permanente rdb/cub (sì, sì, loro, i sindacati di base...)


di Mirko Vespertini

Si sono letteralmente barricati in un ufficio dell’Amc di via Lucrezia della Valle allo scopo di ottenere un incontro col sindaco, Rosario Olivo, o col prefetto, Sandro Calvosa. Non hanno intenzione di smobilitare fino a quando non ci sarà la massima chiarezza e trasparenza sul futuro prossimo dell’azienda della mobilità cittadina. Si tratta di una quarantina di lavoratori aderenti alle sigle Rdb/Cub Trasporti che, da ieri mattina, hanno deciso di mettere in atto una forte protesta per denunciare l’inerzia dei propri vertici societari.

Le ragioni della protesta.

Antonio Jiritano, rappresentante Rdb/Cub Trasporti presso l’Amc di Catanzaro, parla attraverso la grata di una finestra per spiegare i motivi del sit-in permanente: «Circa due mesi fa abbiamo chiesto un incontro al neo presidente dell’azienda, Francesco Romeo; ci sembrava un atto dovuto quantomeno per chiarire le continue voci sulla mancanza di risorse economiche e sul possibile fallimento della società. Non ricevendo alcuna risposta ci siamo rivolti al sindaco Olivo il quale ha promesso un tavolo per ragionare insieme sulle azioni da intraprendere. Nonostante la grande e legittima preoccupazione che serpeggia tra noi dipendenti, ad oggi non abbiamo ottenuto alcuna risposta». Viene da chiedere come mai non sono presenti le altre sigle sindacali, visto che la situazione appare drammatica. «L’accordo preso dalle altre organizzazioni sindacali, si parla di un aumento pari a 0,40 centesimi si commenta da solo» dice Jiritano che aggiunge: «Per quanto ci riguarda, la nostra battaglia è finalizzata a conoscere le determinazioni della dirigenza, il piano di rilancio, in che modo intendono ripianare i debiti: chiediamo trasparenza e maggiori informazioni e non le affermazioni generiche rilasciate ora dal presidente, ora dal direttore generale». Sui tempi della protesta il rappresentante sindacale è categorico: «Continueremo fino a quando il sindaco o il prefetto non decideranno di incontrarci. Si tratta di una presa di posizione determinata ma civile. Siamo circa 40 persone, il 28% dei sindacalizzati, e per la maggior parte autisti: garantiremo il servizio alla città per non coinvolgere i cittadini nella già precaria situazione in cui versa la mobilità catanzarese. Alla fine dell’orario di lavoro i colleghi ci raggiungeranno e ci daranno il cambio mentre noi svolgeremo regolarmente il nostro turno».

Il volantino di rivendicazione.

I rappresentanti dei lavoratori hanno preparato e distribuito un volantino in cui denunciano, a loro dire, le gravi carenze nella gestione dell’Amc. Innanzitutto, si contestano la figura del direttore generale, una nuova carica voluta e ricoperta dal presidente uscente, Ernesto Gigliotti, e il consiglio di amministrazione, che si è allargato da tre a cinque componenti (“non si conosce quanto percepiscono e, in ogni caso, la spesa grava sulle casse ‘vuote’ dell’azienda”). Si critica, poi, la proposta di nuove figure professionali (si citano un informatico, un avvocato e un geometra) “necessarie all’azienda”, paventando il rischio di assunzioni di cui già si conoscono nomi e cognomi. Quindi, un riferimento alla pianta organica del personale, per cui sono stati superati i parametri tra gli indeterminati e i precari, e alla delibera con cui saranno assunti, grazie all’accordo tra Comune e sindacati, ulteriori 11 unità senza concorso con la qualifica di operatore della mobilità “ignorando quanti ancora aspettano un contratto a tempo indeterminato”. Il finale è un amaro resoconto sulle condizioni generali in cui versa l’azienda: scarsa sicurezza e mancanza di un adeguato sistema antincendio; mezzi obsoleti e rimessi in strada nonostante i guasti; stipendi mai pagati con puntualità. “Quello che vogliamo oggi” conclude il volantino “è l’impegno del sindaco ad un tavolo negoziale” affinché i lavoratori sia informati sulle determinazioni dell’azienda: senza l’aiuto dei dipendenti, non è possibile alcun programma di rilancio e nessuna riqualificazione dell’Amc.


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