
Catanzaro - Invitato dal locale consiglio dell’Ordine degli avvocati, il presidente della Commissione Giustizia al Senato, Filippo Berselli, ha tenuto un incontro presso l’auditorium Casalinuovo per spiegare quanto sta accadendo in materia di riforma del processo civile. «Un tema che sentiamo molto perché i cinque milioni di carichi pendenti e i tempi biblici per ottenere una sentenza rendono quanto mai necessario intervenire» ha detto il presidente dell’Ordine, Giuseppe Iannello, nel presentare l’iniziativa. «Ci auguriamo, quindi, che in tempi brevi il codice di procedura civile sia rinnovato perché l’avvocatura vuole una Giustizia non solo più rapida ma anche più giusta, non una rivoluzione coprernicana ma una svolta decisiva, magari prima dell’estate» ha concluso Iannello che ha poi ceduto la parola a Berselli. L’avvocato ferrarese, in un’ora e mezza circa, ha toccato vari temi, dalla situazione politica ai risultati del governo Berlusconi, concludendo con l’annuncio della prima esposizione sulla Giustizia che avrà luogo il prossimo dicembre a Rimini. «Della procedura civile si parla poco e male nonostante sia quella che interessa di più i cittadini» ha esordito il parlamentare Pdl che ha subito consigliato la lettura di un libro, “La palude” di Massimo Martinelli, «per conoscere meglio i tempi indecorosi dei tribunali italiani: peggio di noi c’è solo il Guatemala!». Berselli ha innanzitutto chiarito che la riforma in discussione, modificata al Senato e ora nuovamente alla Camera, «non è né di destra né di sinistra perché rivolta all’Italia del futuro». Quindi, dopo aver elencato alcuni provvedimenti dell’attuale Esecutivo, dal pacchetto Sicurezza a quello sugli ordini professionali, ecco le modifiche della Commissione di palazzo Madama «per venire incontro alle esigenze degli operatori e dei cittadini». Il senatore ha spiegato che è stata riconosciuta maggiore fiducia ai Giudici di Pace e ai Giudici onorari («Senza il loro apporto il sistema sarebbe già bloccato, anche se è necessaria una loro migliore qualificazione»); è stata riletta la norma sulla testimonianza scritta, che potrà avvenire «solo con l’accordo di tutte le parti»; è stata pensata una legge delega che impegna il Governo ad una drastica riduzione dei riti processuali a tre (rito del lavoro, giudizio ordinario di cognizione e giudizio sommario) «per introdurre il più snello processo sommario di cognizione». Ancora, la preferenza per le conciliazioni e mediazioni per ridurre il carico di lavoro dei magistrati mentre ha suscitato la viva approvazione dei presenti, la proposta per cui in caso di vittoria in giudizio, le spese potranno essere compensate solo «per motivi gravi ed eccezionali espressamente indicati». Sul famoso e contestato “filtro”, un organismo composto da tre magistrati di Cassazione che dovrebbero stabilire quali ricorsi ammettere e quali no, Berselli ha sottolineato che «esiste in tutta Europa e l’alternativa possibile, un controllo da parte delle singole Sezioni, ingolferebbe tutto». Al Consiglio nazionale forense, che ha espresso malumori, ha risposto ricordando che è stato «il presidente Giudo Alpa, insieme ad altri insigni giuristi, ad elaborare il testo ora in discussione in parlamento per cui ci si può fidare». L’ultima parte dell’intervento è stata dedicata al sistema bicamerale italiano («Chi lo contesta non capisce che, come nel nostro caso, i miglioramenti apportati in Senato al testo licenziato dalla Camera non sarebbero stati possibili: occorre operare con ragionevolezza»), alle riforme costituzionali («Lavoriamo sui regolamenti parlamentari, poi pensiamo a modificare la Carta») e ai Disegni di leggi proposti per l’istituzione del Tribunale della Famiglia, «un modo per tutelare i minori». La conclusione, invece, è stata tutta per la fiera di Rimini, uno spazio espositivo di quarantamila metri quadrati, con tre sale convegni e quattro padiglioni «dove, tra l’altro, saranno allestiti un tribunale e un carcere e, come in una fiction, saranno proposti al pubblico le fasi di una indagine o di un processo».