martedì 7 aprile 2009

Prima dei "calci nel sedere" ...

Appena costituitosi, il Pdl in Calabria è chiamato a risolvere alcuni importanti dilemmi organizzativi, primo fra tutti la scelta del nuovo coordinatore. Dato per certo che sarà un esponente dell’ex Alleanza nazionale, in prima battuta sembrava che la carica toccasse a Michele Traversa: l’uomo di Botricello, infatti, non ha mai nascosto di voler lavorare a più stretto contatto con la sua terra e l’incarico sarebbe un buon viatico per il vero obiettivo dell’ex presidente della Provincia: la carica di sindaco di Catanzaro. Sennonché, in forte ascesa sono le quotazioni di un altro primo cittadino, Giuseppe Scopelliti, per il quale pare si sia speso lo stesso Berlusconi. Scopelliti, tra l’altro, ha dato la propria disponibilità a concorrere contro Agazio Loiero, la cui ricandidatura è, salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, ormai data per certa. Il reggino è giovane, gode di un alto gradimento nella sua città e ha il sostegno del Governo nazionale: il decreto per Reggio Calabria, il rilancio della costruzione del ponte sullo Stretto e la recente assegnazione della qualifica di “città metropolitana” sono successi che potranno essere fatti valere nelle sedi opportune. Schierati i candidati per le provinciali di Cosenza, dove a contendere la leadership di Oliverio ci sarà, tra gli altri, Pino Gentile, uomo forte del Pdl nella città bruzia, le liste per le prossime elezioni Europee chiariranno ancora meglio lo scenario futuro. Ambire ad uno scranno a Strasburgo può dare adito a varie interpretazioni: più il coronamento di una lunga carriera politica che la voglia di confrontarsi con i colleghi europei; spesso, un parcheggio, una “allontanamento” dalla politica italiana, un momento di pausa per poi ributtarsi nell’agone politico locale. Il discorso non è di poco conto anche perché la situazione è in continuo movimento: è vero che il partito di Berlusconi ha dalla sua un trend nazionale favorevole, confermato dai risultati delle ultime politiche e dalle recenti elezioni provinciali a Catanzaro; eppure, le regionali hanno un corso a parte e sarà difficile scalzare l’attuale Governatore. Insomma, il Pdl non avrà vita facile nel conquistare la guida della regione più povera d’Italia ma ha più di una carta da giocarsi per tentare la sortita. C’è, ad esempio, chi sussurra di un possibile ruolo per Giacomo Mancini junior: vale sempre il vecchio adagio per cui “non si fa nulla per nulla”, e l’ex esponente socialista, abbandonato il Pd per accasarsi nel centrodestra, potrebbe presentarsi per un posto all’Europarlamaneto: magari un test elettorale per capire di quanto consenso gode per poi lanciarsi nella sfida regionale. Ma tra le due corazzate Reggio Calabria e Cosenza, un ruolo lo vorrebbe anche Catanzaro o, quantomeno, il comprensorio: il capoluogo sta, infatti, vivendo una significativa crisi di rappresentanza istituzionale, che sarebbe sciocco addebitare all'attuale giunta amministrativa perché frutto di anni di politiche miopi e poco lungimiranti. Da parte sua, quale ulteriore smacco, il centrodestra catanzarese rischia di non esprimere il possibile candidato alla presidenza della Regione Calabria. Ecco, allora, l’outsider Pino Galati: libero da incarichi istituzionali (ma in attesa dell’imminente ricostituzione del ministero al Turismo), l’esponente lamentino ha promosso i Popolari europei verso il Pdl, ha riunito alcuni consiglieri regionali tra cui Abramo e Tallini, ha convinto gli ex aennini Ferro e Traversa (che messi da parte i pericoli di comitati d’affari e svolte antipolitiche, hanno plaudito all’iniziativa). Galati, dunque, potrebbe essere la sorpresa alle prossime regionali, anche per i rapporti diretti con Silvio Berlusconi, il cui appoggio, come già successo in Sardegna, può determinare il buon esito di una competizione elettorale.

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