martedì 9 settembre 2008

Indebitati e scommettitori?

Indebitati e scommettitori? Sembrerebbe proprio di sì leggendo l’articolo di Elvira Pollina che nell’ultimo numero del Corriere della sera Magazine (il n. 36 del 4 settembre 2008), ha provato il nuovo servizio di Google: con “Insights” è possibile conoscere la parola più cliccata sul motore di ricerca selezionando una determinata zona geografica e un preciso periodo di tempo. Ne esce fuori che negli ultimi 12 mesi, Catanzaro primeggia per termini come “lavoro” (plausibile!), “prestiti” (non del tutto una sorpresa…) e “scommesse” ed è tra le prime dieci per “soldi” (e chi non li vorrebbe?). È chiaro, non si tratta di una ricerca scientifica o di un dato che riguarda tutta la popolazione, posto che internet si sta diffondendo ma non è ancora presente in tutte le case. Eppure l’articolo in questione qualche riflessione la merita, se è vero che i quattro termini sono legati tra loro da un piccolo, invisibile filo conduttore. Immaginiamo, infatti, un concittadino che si mette davanti il computer e clicca su Google “lavoro”, la parola regina, la chimera di tanti giovani e non, il motivo per cui è ripartita l’emigrazione verso il ricco nord: è più facile trovare un sito internet che parla di come cercare un impiego piuttosto che ottenerne uno vero e proprio. Nonostante la proverbiale leggenda che ci dipinge come frignoni e passivi, e constatato che è inevitabile perdersi nel mare magnum dei siti professionali, il nostro utilizza un altro termine: “soldi”. Forse esce fuori qualcosa di più interessante. Niente di più sbagliato. Appaiono in rapida progressione siti che promettono soldi on-line facili e sicuri (con la piccola clausola che, per intanto, tocca a te pagare per installare un apposito programma o acquistare un inevitabile “servizio”!) e blog di analisti e investitori, tutti pronti a dispensare consigli e spiegarti il mondo del mercato globale (ma tu, un capitale neppure ce l’hai…). Il catanzarese non si arrende e quando passa al termine “prestito”, le cose pare cambino: ti si aprono tutte le porte; agenzie e uffici, istituti di credito e assicurazioni offrono centinaia di prodotti dagli infiniti nomi, pacchetti fatti su misura e ritagliati apposta per te. Catanzaro, poi, negli ultimi anni registra un numero impressionante di nuove attività nel settore del credito; fino a ieri una sponsorizzazione per una forte squadra di calcio a 5 (la Tassofisso, ndr); innumerevoli volantini attaccati, più volte al giorno, sui parabrezza delle macchine. Il che fa pensare che potremmo essere (o già lo siamo?) una città fortemente indebitata anche se sarebbe curioso conoscerne il motivo: forse la casa nuova, sempre più costosa? O le visite mediche, per le quali ci spostiamo sempre più in altre regioni? O, ancora, le vacanze (irrinunciabili!), la macchina ultimo modello (per fare invidia!), il vestito all’ultima moda (apparire fa sempre bene…), gli studi scolastici (lo Stato non aiuta abbastanza!). L’abitante del capoluogo non si perde d’animo e affronta il problema con l’ultima arma a disposizione: “la scommessa”. Resosi conto che lavoro non ce n’è (o è difficile ottenerlo); capito che soldi facili, in altro modo, non è possibile farne; appurato che i prestiti son debiti che prima o poi vanno restituiti, al nostro non resta che affidarsi alla buona sorte, sperare in San Vitaliano e indovinare quella Tris, un terno al lotto oppure cinque risultati utili per portare a casa un gruzzoletto che farebbe invidia a un operaio della Fiat dopo un mese di lavoro. Al Lotto si è passata da una a tre estrazioni a settimana; le scommesse puoi presentarle ogni giorno per ogni tipo di evento; si finisce con l’avere come migliore amico il gestore della tabaccheria, trascorrendo il tempo a parlare di “centenari” e “ritardatari”; col rischio di lasciarci qualcosa di più di uno stipendio per coronare il sogno di una vita: vincere. Indebitati e scommettitori, dunque, e coerenti con quanti scritto dalla Pollina nel suo articolo, quando per i catanzaresi sottolinea: “in qualche modo si deve pur campare”.

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