Catanzaro - Samuele Furfaro da Melicucco racconta che «in America, se hai una idea, vieni ascoltato, se vali vieni premiato e a tutti viene concessa una possibilità». Rientra in Calabria «con entusiasmo ma anche con rabbia perché tra tante difficoltà è più forte la voglia di realizzare qualcosa». La crotonese Irene Magistro aggiunge: «Siamo motivati perché convinti di poter dare il nostro contributo». E Anna De Caro, proveniente da Rende, conclude: «Lasciateci lavorare altrimenti ci annoiamo e andiamo via». Samuele, Irene e Anna sono tre giovani imprenditori calabresi ai quali la fondazione Field ha assegnato una borsa di studio per partecipare al progetto “The Global Village for future leaders of business and industry”, un periodo di formazione svoltosi la scorsa estate presso la Lehigh University della Pennsylvania e incentrato su specifiche aree tematiche come “Leadership e cultura d’impresa”, “Management e gestione d’impresa”, “Networking”. «L’iniziativa è nata da una partnership tra la stessa Field e lo Iacocca Institute (da Lee Iacocca, imprenditore italo-americano e fondatore della scuola, ndr) - esordisce il presidente della Fondazione, Mario Muzzì, nella conferenza stampa convocata presso la sede regionale di via Massara – e il fatto che i partecipanti tornino entusiasti e vogliosi di rimettersi in gioco, ci riempie di orgoglio. È un progetto che ci interessa non solo riproporre ma intensificare, magari ospitando in Calabria le manifestazioni dello Iacocca Institute». Sulla stessa scia il professor Luca Meldolesi, presidente del Comitato scientifico: «Innanzitutto, si crea un legame diretto con l’America pur sapendo che dalla nostra regione è difficile guardare il resto del mondo. Inoltre, chi partecipa alle scuole post laurea statunitensi impara che il ritmo e l’intensità del lavoro è tutta un'altra cosa: un metodo molto utile per affermare le potenzialità della nostra regione». Per il futuro Meldolesi annuncia il potenziamento del progetto per «portare l’America in Calabria: non solo calabresi che vanno a formarsi all’estero - spiega - ma dobbiamo migliorare le capacità funzionali e amministrative della regione per accogliere i cervelli stranieri e, soprattutto, favorire gli investimenti di capitali sul territorio». Presenti all’incontro altri membri del Comitato scientifico come Rosaria Amantea («Dal 2003 circa venti giovani calabresi hanno affrontato lo stesso percorso di formazione con risultati estremamente lusinghieri, soprattutto in termini di entusiasmo e di voglia di reinvestire nella propria terra») e Santo Versace («Credo nella contaminazione e nell’incontro tra diverse realtà; ora c’è bisogno di una “rivoluzione” culturale per dare spazio ai tanti giovani talentuosi della Calabria: abbiamo bisogno di guerrieri e non più di pecore»); e poi, il direttore generale Anna Maria Cardamone, il direttore tecnico Cosimo Cuomo, nonché, per il consiglio direttivo, Francesco Cicione e Anna Nucera («Quanto realizzato dalla Field è un granellino di sabbia: è poco ma è un buon inizio. Aiutiamo i nuovi imprenditori a crescere, seguiamoli, ragioniamo insieme su quello che di positivo si può fare: parliamo di meno e agiamo di più»).
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