Catanzaro - RIFONDAZIONE comunista chiama tutti alla mobilitazione e invita a partecipare, senza remore, alla manifestazione nazionale di giovedì 30 ottobre contro l’approvazione del decreto Gelmini. Lo fa durante una conferenza stampa tenutasi nella Sala concerti del Comune di Catanzaro che ha raccolto dirigenti, simpatizzanti locali e Vito Meloni, del Prc - Dipartimento nazionale scuola. «Stiamo assistendo ad un attacco senza precedenti contro la scuola pubblica - esordice Piero Mascaro, segretario provinciale di Rifondazione – e ad un ritorno al passato fatto di grembiuli, voti in condotta e classi ghetto». «Il decreto Gelmini è umiliante per tutti, alunni, docenti e famiglie; considera l’istruzione non più un bene comune quanto un privilegio per pochi - prosegue Mascaro -. Invitiamo, allora, la ministra bugiarda a ritirare la controriforma e a dimettersi: un invito che proviene dalla regione che le ha regalato l’abilitazione professionale». Tocca ad Ivana Bevacqua, Responsabile scuola Prc della Federazione di Catanzaro, introdurre i lavori: «Il Governo mira a distruggere la scuola pubblica e rilanciare quella privata. Nonostante gli annunci, non è ancora chiaro cosa sarà del tempo pieno; si riparla di maestro unico quando viviamo in una società estremamente complessa. L’unico dato certo è che migliaia di plessi sono a rischio chiusura, soprattutto nelle comunità interne dove maggiore dovrebbe essere la presenza dello Stato». «Forse era meglio quando litigavamo per il protocollo sul Welfare - prova a stemperare Alfredo Iorno, segretario generale Cgil Catanzaro/Lamezia Terme -. Quanto sta avvenendo per l’istruzione è solo un aspetto di quello che potrebbe succedere in futuro: smantellamento dello Stato sociale, taglio delle risorse agli enti locali, accollo dei maggiori costi per le famiglie e i Comuni». Iorno rilancia chiedendo una «maggiore unità da parte di tutti di fronte all’attuale emergenza» e tenendo ben presente che «l’ondata di antipolitica che ha determinato l’esito delle ultime elezioni non è sparita: il governo di centrodestra si batte solo con l’informazione». Interviene, quindi, l’assessore comunale alla Pubblica istruzione Danilo Gatto, il quale ricorda che «già da 15 anni, vale a dire dalla riforma Berlinguer, la scuola subisce riforme che la stanno trasformando in una azienda: la conseguenza è che gli alunni sono utili per ottenere finanziamenti e si scatena una competizione fra gli istituti che incide negativamente sulla qualità dell’istruzione». «Viene colpita la formazione elementare che rappresenta una eccellenza per il nostro paese - aggiunge - e si chiudono gli istituti dei quartieri difficili delle città come Pistoia e Germaneto per Catanzaro, col rischio di lasciare ampi territori alla delinquenza urbana. Meglio perdere qualcosa dal punto di vista economico ma guadagnare di più dal punto di vista sociale». «La scuola italiana era una delle poche cose che funzionava bene, ma aveva bisogno di qualche riforma e non di un totale stravolgimento - è il pensiero di Alberto Scerbo, docente dell’Università Magna Graecia di Catanzaro -. Abbiamo adottato modelli che non ci appartengono come il 3 + 2 che si è rivelato un totale fallimento. Si è abbassata la qualità dell’università che vive un processo di liceizzazione: si pensa sempre e solo a promuovere senza sapere come». «Possiamo ridurre tutto alla produttività? - si domanda ancora Scerbo - Penso proprio di no! Il nostro compito è formare uomini e donne che siano in grado di stare nella società». Le conclusioni sono di Vito Meloni: «Si prospetta una stagione diversa rispetto le precedenti sia in termini numerici, con la spesa per l’Istruzione che in rapporto al Pil ci pone agli ultimi posti in Europa; sia qualitativi, perché il metodo adottato dal Governo, vale a dire la decretazione d’urgenza, esclude il dibattito e la partecipazione democratica». « Con la regia di Giulio Tremonti stanno per approvare una legge dicendo bugie e proponendo soluzioni che ci portano indietro di 50 anni - rimarca Meloni -. Rilevo, poi, lo straordinario silenzio degli intellettuali quando non la complicità col potere». «Ognuno faccia il proprio lavoro all’interno della scuola senza vergognarsi di difendere anche un solo posto di lavoro - conclude il rappresentante del Prc -. Occorre fare quanto necessario affinché il movimento cresca, si radichi e si radicalizzi coinvolgendo alunni, docenti e genitori: anche se il decreto Gelmini dovesse essere approvato, non è vero che non si può fermare». Durante il dibattito, da segnalare l’intervento di Alessandro Grande, maestro di violino da settecento euro con un mutuo e due figli a carico («Considerano noi uno spreco e non i soldi che si spendono inutilmente per i progetti scolastici o le classi, in provincia di Catanzaro, con due allievi e dieci insegnanti») e quello di Nicola Fiorita, docente presso l’Università di Firenze («Col blocco del turn over, il lavoro graverà sui giovani docenti che non potranno garantire una adeguata preparazione ai discenti: abbiamo il compito di formare la nuova classe dirigente e non di illudere le persone»).
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martedì 28 ottobre 2008
Rifondazione comunista e riforma Gelmini
Sì, ok, va bene....ma le proposte???
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