venerdì 12 dicembre 2008

Sciopero Cgil a Catanzaro

«La Cgil non si fermerà fino a quando non vedremo risultati concreti; andremo avanti nella nostra battaglia perché c'è in gioco il futuro di milioni di lavoratori e di famiglie italiane». Raffaele Mammoliti, segretario regionale Cgil Calabria, conclude così la manifestazione organizzata a Catanzaro, alla quale hanno preso parte alcune centinaia di persone che hanno coraggiosamente affrontato un vento sferzante a tratti accompagnato da una pioggia fastidiosa. In piazza Prefettura ci sono pezzi della sinistra locale, da Rifondazione comunista al Partito dei comunisti italiani, dal Partito comunista dei lavoratori fino alla Sinistra democratica. Si scorge anche il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza. È un susseguirsi di volantini che attaccano, senza remore, le misure del Governo Berlusconi come la stretta su salari e pensioni che ha portato alla "misery card" (la Social card di Tremonti, ndr) con la quale sono destinate alle persone più povere circa "1,33 euro al giorno". Ma s'incitano pure gli operai, di qualunque provenienza politica, ad unirsi per "licenziare gli industriali" e "nazionalizzare le aziende in crisi a difesa del posto di lavoro". Non mancano gli studenti e i precari, tra i primi ad intervenire sul palco dopo il minuto di silenzio dedicato agli operai morti suoi luoghi di lavoro. Saverio, impiegato in un call center, parla di «trattamenti poco dignitosi nei confronti dei lavoratori, costretti a subire i licenziamenti senza che qualcuno ne sappia spiegare i motivi». Paolo, invece, rappresenta gli universitari, accompagnato da uno striscione che recita "Basta concertazione, rialziamo la testa": «La città è passiva e insensibile a quanto sta accadendo – dice – pur nella consapevolezza della condizione lavorativa che ci spetta perché sempre più spesso ci ritroviamo tra un libro e una postazione di call center, tra un vocabolario e un pacco di volantini da distribuire». Legge un documento nel quale elenca i guasti delle leggi Tremonti e Gelmini e conclude con una rivendicazione: «Quella di una esistenza più dignitosa, imponendo i nostri bisogni sociali, abitativi, occupazionali e formativi che non possono e non devono essere subordinati al profitto di pochi». A prendere la parola è, poi, Alfredo Iorno, Segretario generale Catanzaro – Lamezia, il quale dopo aver ringraziato i coraggiosi che hanno partecipato nonostante le condizioni climatiche proibitive, ribadisce le ragioni di una iniziativa «voluta per incalzare il Governo a prendere provvedimenti che tutelino le fasce più deboli della popolazione e che non mirino solo a tagli di bilancio che penalizzano situazioni già in crisi». Manifesta anche per quei sindaci che «a causa delle riduzioni di spesa non potranno garantire servizi essenziali» e per preservare un «Welfare universale che riconosca i diritti di tutti, dagli studenti ai pensionati». Iorno ha parole di conciliazione nei confronti di Cisl e Uil «perché i valori in cui crediamo vanno difesi insieme» e promette che «la Cgil non abbandonerà mai la battaglia per tutelare i diritti civili». Le conclusioni, come già scritto, toccano a Raffaele Mammoliti: «E' in piazza l'Italia democratica, protagonista di una manifestazione pacifica, ordinata e corretta, con la quale chiediamo al Governo un netto cambio di rotta». «I rinnovi contrattuali sono stati una miseria e tanti lavoratori non hanno più un impiego garantito. Berlusconi invita ad avere fiducia, ma noi gli chiediamo: in che cosa? - chiede Mammoliti che aggiunge - Possibile che solo la Cgil si pone domande del genere?» Il segretario regionale attacca Sacconi e il suo Libro verde («Un attentato alla sanità e all'assistenza sociale») e riprende il discorso sulla scuola: «Mentre a Platì si inaugura l'anno scolastico, si vuole smantellare la scuola pubblica che rappresenta un presidio democratico: ci opporremo con ogni forza». «Ci batteremo contro i provvedimenti iniqui, deboli, una tantum e che non danno risposte serie come la Social card – prosegue Mammoliti – ma anche in Calabria, per quanto alcune scelte della Giunta ci appaiono ragionevoli, continueremo l'attività di controllo e stimolo, soprattutto per una razionale, seria ed equilibrata gestione dei fondi europei. Il nostro obiettivo è dare una prospettiva ai nostri giovani, dare corpo ad un progetto in cui le nuove generazioni si possano riconoscere»

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