
Prima o poi qualcuno dovrà spiegare ai propri elettori i motivi per cui Rosario Olivo ha rassegnato le dimissioni anche perché, sino ad oggi, nessuno sembra volerlo fare. Le frizioni tra il Sindaco e la sua (ex) maggioranza hanno storia vecchia: sono iniziate pochi mesi dopo l’insediamento del primo cittadino e proseguite nel corso degli anni fino all’epilogo della scorsa settimana. Nonostante ciò, uno straccio di spiegazione, un commento approfondito, una discussione sull’accaduto l’avrebbero meritata quantomeno le migliaia di elettori che, per una serie di circostanze (si può con tranquillità affermare “inaspettate”), si sono ritrovati, per la prima volta nella storia, a governare Catanzaro. Una prospettiva che non ha impedito a Giovanni Merante, Gennaro Mellea e Giulio Elia di abbandonare gli scranni del centrosinistra per rimpolpare, nel corso della legislatura, le fila dell’opposizione; un evento che non ha convinto Francesco Granato, già assessore al Personale e al Patrimonio, che ha deciso di lasciare il Sindaco per coordinare le liste di Scopelliti e occuparsi a tempo pieno del Pdl; una possibilità che non ha sensibilizzato Valerio D’Andrea e Rosario Mancuso, la minoranza della maggioranza, che ancora oggi non si comprende chi sostengono e chi rappresentano; fino all’autosospensione dal Pd di Benedetto Cassala, uno dei più giovani consiglieri comunali, a suo dire costretto ad una scelta del genere dalle dinamiche del partito. Nessuna sorpresa, dunque, per quanto successo lunedì nell’aula rossa. Eppure, una qualche spiegazione forse era dovuta, un sia pur piccolo elemento per capire come mai di fronte l’importante prospettiva di incidere sulla storia della città, la maggioranza si è dimostrata senza nerbo e, soprattutto, senza alcuna prospettiva. Risibile la tesi, da qualcuno paventata, di un mancato coordinamento tra i consiglieri durante il voto per una pratica non “fondamentale” come la nomina dei revisori: un buon motivo per prendere atto delle proprie incapacità amministrative e rassegnare senza indugio le dimissioni. Più concreta, invece, la tesi del segnale politico lanciato al Sindaco in una difficile fase di fine legislatura con numerosi problemi sul tavolo, dagli sfollati per le frane alle periferie poco sicure, dal salvataggio del calcio a Catanzaro fino al varo della nuova giunta. Ecco perché, in un momento così delicato, sarebbe utile conoscere quale sia e perché il messaggio mandato ad Olivo. Gli elettori, almeno quelli più accorti, se non altro coloro che stanno progressivamente disertando le urne, chiedono chiarezza e trasparenza oltre ad un impegno proficuo e continuo nell’occuparsi dei problemi della collettività; i loro rappresentanti, però, sembrano non accorgersene. Resta la preoccupante sensazione di una politica ancora una volta fine a se stessa, impegnata più a risolvere le questioni personali e a trovare la giusta collocazione in vista delle prossime elezioni, piuttosto che pronta a difendere il lavoro svolto e a porre le basi per dare continuità all’azione amministrativa. La palla resta, comunque, nelle mani del primo cittadino, chissà quanto ammaliato dai numerosi attestati di solidarietà provenienti da tutte le parti: prevarrà il senso di responsabilità (oltre a una maggioranza blindata fino a fine legislatura) o la consapevolezza che una stagione è finita ed è inutile prolungarne l’agonia?
Ps. Rosario Olivo ha ritirato le dimissioni.
Ps. Rosario Olivo ha ritirato le dimissioni.
Nessun commento:
Posta un commento