News from Catanzaro, capoluogo della Calabria, provincia d'Italia, Cenerentola d'Europa, regione del mondo. Profondo Sud.
martedì 20 maggio 2008
Il Quotidiano, 20 maggio 2008
IL PRESIDENTE regionale del Pd, Doris Lo Moro, dà il via all'assembleasottolineando «l'attesa eccessiva per una riunione su cui si sonoconcentrate attese esagerate». Eppure l'incontro non ha deluso leaspettative tant'è che il dibattito che segue l'intervento di MarcoMinniti, viene aggiornato per dare voce ai tanti che hanno chiesto diparlare. La prima ad intervenire è Maria Infelise: «Bisogna darseguito ad un progetto valido anche se è stata tradita la promessa dilarga partecipazione e di una leadership collegiale». Per Pino Soriero«la gente ha tanta voglia di discutere ma ha difficoltà a capire ilmomento di particolare complessità che stiamo vivendo: occorre fare dipiù». Spirito positivo e di rilancio per Mario Oliverio che rifugge«dall'idea di un grande partito teso ad accartocciarsi su sé stesso:l'autosufficienza non è una scelta strategica, non imbocchiamo laderiva nazionale del partito leaderistico». I primi scrosciantiapplausi li becca Mario Muzzì che pur apprezzando l'intervento diMinniti avrebbe voluto più severità:«L'etica politica impedisce diindividuare le responsabilità? Era difficile organizzare una assembleaprima della composizione delle liste? Tutti abbiamo perso le elezioni;ora dobbiamo cercare l'unità nella diversità ed evitare compromessi difacciata». Altri applausi per Antonio Acri nel momento in cui presentala mozione d'ordine. Clelia Badolato, l'unica ex Margherita a prenderela parola, si domanda se «è utile addebitare la sconfitta al solosegretario regionale; con due o tre nomi in più in lista il risultatonon sarebbe cambiato». Tocca, quindi, a Marilina Intrieri l'affondopiù pesante nei confronti del segretario: «Minniti ha quasi preteso diesserlo e le sue scelte hanno svilito i territori. A lui èaddebitabile la decisione di non candidare me e Pietro Fuda doponeanche due anni di legislatura: saimo noi, però, che ci confrontiamocon le difficili realtà regionale». Le risponde a tono Sergio Iritaleche predica «oggi più che mai, calma ed equilibrio, soprattutto daparte di chi è poco credibile quando parla in nome del Pd». «Stiamoattenti - dice il presidente della provincia di Crotone - perchèqueste discussioni non sono utili per nessuno». Seguono gli interventidi Rita Commisso, secondo cui «non serve dividersi perché il progettoè apprezzato da tanta gente»; e di Rossana Neri, che ricorda di essere«mamma di due figli piccoli ai quali la società non garantisce unasilo pubblico: come può una donna impegnarsi in politica?». Sale,poi, sul palco Sandro Pincipe e in poche battute cattura la platea:«Assisto ad un pessimo spettacolo, non degno di un grande partito,aperto e innovativo. Il problema è la povertà di contenuto dellaproposta: a chi parliamo? quali cuori facciamo battere? quali cervelliragionare? Siamo intellettualmente presuntuosi, non riusciamo aprendere neanche un caffè con la gente comune». La conclusione suscital'approvazione del pubblico: «non siamo più ex Ds o ex Margherita;siamo un partito nuovo, difendiamo con i denti gli enti locali, dalcomune più modesto al centro popoloso: solo così riusciremo ariconquistare il paese». «Non mi iscrivo tra quelli che immaginano unPd già morto» esordisce, invece, Nicola Adamo. «Apprezzo il discorsodi Marco - dice - quando sottolinea le criticità e le potenzialitànecesseraie alla creazione del Pd». «L'identità del gruppo dirigentesi misura sul progetto che vogliamo proporre: dobbiamo lavorare per unpartito popolare, federale, autonomo ma capace di pesare a Roma. Come?Partiamo dall'idea della Calabria che vogliamo costruire, indichiamoalle nuove generazioni dove vogliamo approdare». «Senza sottovalutare- dirà infine Adamo - la partecipazione di Minniti al governo ombra,da considerare non un impedimento quanto una opportunità per tuttinoi». E' la volta di Agazio Loiero che intravede «una solagiustificazione per quello che è successo in campagna elettorale: leelezioni ci sono piombate addosso come un uragano». Il Governatore nonsi nasconde dietro un dito, evidenzia «i problemi che ci sono e lecollusioni che vanno approfondite; ma il partito deve andare avanti».Inevitabile l'accenno alla formazione delle liste («Non si puòspazzare via quanto realizzato in termini di ascolto, coinvolgimentoe attenzione per il territorio; va bene promuovere il nuovo ma bisognasaperlo costruire»), ai rapporti col segretario («Ho sempre sperato,con sincerità, che Minniti diventasse ministro del governo Prodi»), eall'organizzazione del partito («Abbiamo bisogno di regole,soprattutto nella delicata fase di transizione che stiamoattraversando»). Le ultime parole sono di riconciliazione: «Lavoro,impegno, pazienza e attitudine all'ascolto: solo così riusciremo avenirci incontro. Abbiamo scelto la strada della Politica, dobbiamopercorrerla fino in fondo».
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento