Si chiama Giuseppe Costabile, ha 35 anni e di professione fa l'avvocato. Niente di strano in una città come Catanzaro. Ma il nostro ha anche una sconsiderata passione per il cibo e per i vini: cosa che lo ha portato ad esser nominato, all'unanimità, fiduciario di una nuovissima condotta Slow food che, nel giro di poche settimane, ha già riscosso un inaspettato successo.
Avvocato Costabile, quanti siete e come ci si iscrive alla nuova condotta Slow Food?
«Siamo circa settanta soci e per partecipare si possono richiedere informazioni via e-mail all’indirizzo info@slowfoodcz.it oppure seguire le indicazioni sul sito internet www.slowfoodcz.it».
Descriva l'associato tipo.
«È una persona curiosa, un gastronauta che ama la ricerca e la tutela del piacere per il buon cibo. Sia chiaro, il diritto al piacere non deve essere appannaggio di pochi quanto uno stile di vita da promuovere».
In un periodo di forte crisi economica, crede che avrà successo una iniziativa del genere?
«Credo proprio di sì perché mai come oggi è importante creare una rete virtuosa di relazioni tra produttori, ristoratori, consumatori e istituzioni; un sistema rispettoso dell’ambiente e capace di mettere insieme saperi e sapori. L’obiettivo è ottenere un prezzo giusto del prodotto finale che soddisfi sia il produttore sia il fruitore.
Su cosa concentrerete l’attenzione?
«Sosterremo la creazione di gruppi di acquisto solidale, i mercati contadini affinché si riapproprino delle piazze, gli acquisti in aziende selezionate, i cibi in via di estinzione. Puntiamo, ancora, sulla salvaguardia della biodiversità agricola, sull’attività volta a favorire i processi di consumo locale, sulla valorizzazione dei prodotti di stagione».
L'enogastronomia calabrese può ambire alla ribalta nazionale?
«Il cammino è ancora lungo ma la nostra regione ha grandi potenzialità: penso, ma solo a titolo di esempio, ai vitigni autoctoni come il gaglioppo, il nerello ed il magliocco; ai prodotti caseari come il pecorino del monte Poro e ai salumi; al Moscato di Saracena, già entrato a pieno titolo nell’olimpo dei passiti italiani».
Vuole indicare qualche altra carica della nuova condotta?
«Costituiscono la” piccola Tavola”, ossia il comitato direttivo dell’associazione, Mariano Davoli con funzioni di vice-fiduciario, Nicola Fiorita con funzioni di segretario, Paola Masciari con funzioni di tesoriere, Mariano Calogero, Patrizia Costantino, Lily Focarelli e Teresa Cubello».
Quali saranno le prime iniziative?
«Con cadenza mensile, da qui sino alla fine dell’anno, abbiamo in programma giornate di approfondimento teorico e degustazione con protagonisti la birra artigianale, il pesce azzurro, il gelato artigianale, i funghi e tartufi di calabria, la carne podolica, la pasta di gragnano e i vini regionali. Stiamo, poi, organizzando la prima rassegna cinematografica dedicata a temi enogastronomici, la partecipazione al Salone internazionale del gusto di Torino e due eventi promozione di vini ed eccellenze gastronomiche italiane. Sempre, comunque, con un occhio di riguardo per la produzione locale».
Come saranno i rapporti con le altre condotte?
«Ci impegneremo a favorire rapporti di interscambio, lealtà e collaborazione, tanto più che a breve sarà istituito un strumento di governo regionale, avendo la Calabria superato i 500 iscritti».
Cosa si aspetta dalla neonata condotta?
«Entusiasmo, partecipazione, collaborazione e, naturalmente, spirito di convivialità».
Avvocato Costabile, quanti siete e come ci si iscrive alla nuova condotta Slow Food?
«Siamo circa settanta soci e per partecipare si possono richiedere informazioni via e-mail all’indirizzo info@slowfoodcz.it oppure seguire le indicazioni sul sito internet www.slowfoodcz.it».
Descriva l'associato tipo.
«È una persona curiosa, un gastronauta che ama la ricerca e la tutela del piacere per il buon cibo. Sia chiaro, il diritto al piacere non deve essere appannaggio di pochi quanto uno stile di vita da promuovere».
In un periodo di forte crisi economica, crede che avrà successo una iniziativa del genere?
«Credo proprio di sì perché mai come oggi è importante creare una rete virtuosa di relazioni tra produttori, ristoratori, consumatori e istituzioni; un sistema rispettoso dell’ambiente e capace di mettere insieme saperi e sapori. L’obiettivo è ottenere un prezzo giusto del prodotto finale che soddisfi sia il produttore sia il fruitore.
Su cosa concentrerete l’attenzione?
«Sosterremo la creazione di gruppi di acquisto solidale, i mercati contadini affinché si riapproprino delle piazze, gli acquisti in aziende selezionate, i cibi in via di estinzione. Puntiamo, ancora, sulla salvaguardia della biodiversità agricola, sull’attività volta a favorire i processi di consumo locale, sulla valorizzazione dei prodotti di stagione».
L'enogastronomia calabrese può ambire alla ribalta nazionale?
«Il cammino è ancora lungo ma la nostra regione ha grandi potenzialità: penso, ma solo a titolo di esempio, ai vitigni autoctoni come il gaglioppo, il nerello ed il magliocco; ai prodotti caseari come il pecorino del monte Poro e ai salumi; al Moscato di Saracena, già entrato a pieno titolo nell’olimpo dei passiti italiani».
Vuole indicare qualche altra carica della nuova condotta?
«Costituiscono la” piccola Tavola”, ossia il comitato direttivo dell’associazione, Mariano Davoli con funzioni di vice-fiduciario, Nicola Fiorita con funzioni di segretario, Paola Masciari con funzioni di tesoriere, Mariano Calogero, Patrizia Costantino, Lily Focarelli e Teresa Cubello».
Quali saranno le prime iniziative?
«Con cadenza mensile, da qui sino alla fine dell’anno, abbiamo in programma giornate di approfondimento teorico e degustazione con protagonisti la birra artigianale, il pesce azzurro, il gelato artigianale, i funghi e tartufi di calabria, la carne podolica, la pasta di gragnano e i vini regionali. Stiamo, poi, organizzando la prima rassegna cinematografica dedicata a temi enogastronomici, la partecipazione al Salone internazionale del gusto di Torino e due eventi promozione di vini ed eccellenze gastronomiche italiane. Sempre, comunque, con un occhio di riguardo per la produzione locale».
Come saranno i rapporti con le altre condotte?
«Ci impegneremo a favorire rapporti di interscambio, lealtà e collaborazione, tanto più che a breve sarà istituito un strumento di governo regionale, avendo la Calabria superato i 500 iscritti».
Cosa si aspetta dalla neonata condotta?
«Entusiasmo, partecipazione, collaborazione e, naturalmente, spirito di convivialità».
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