Non poteva che chiamarsi “La prima bufala” l’appuntamento della neonata condotta Slow food di Catanzaro che sabato scorso ha fatto visita all’azienda Salazar di Soveria simeri, specializzata proprio nell’allevamento di bovini. Una gita molto suggestiva che ha fatto conoscere, ai numerosi partecipanti, alcune importanti realtà economiche della zona e degustare la bontà dei prodotti locali. L’incontro è stato preceduto da una interessante dimostrazione di come nasce e prende forma la mozzarella, grazie all’abilità di Antonio Grillo e Pietro Ianò che hanno spiegato ai presenti le varie fasi della lavorazione: dagli ingredienti necessari, alla filatura fino alla formatura. Immancabile e gustoso l’assaggio del prodotto finito. Quindi, ospiti della trattoria U ‘Nozzularu, un vecchio frantoio trasformato in locale rustico con muri in pietra e soffitti in legno, i convitati hanno potuto degustare la bufala nei formaggi (oltre alla classica mozzarella, lo stracchino, la ricotta e il gorgonzola), nella pasta al ragù, stufata con patate e carote, e nel dolce (un delizioso yogurt con fragole). Molto apprezzati, naturalmente, le ulteriori prelibatezze servite come antipasto: dai ceci col finocchietto selvatico alla zuppa di fagioli, dalla frittata di asparagi alle melanzane gratinate. «La nostra filosofia è promuovere una cucina di qualità valorizzando i prodotti locali attraverso una collaborazione con le aziende del luogo» ha spiegato il titolare del ristorante Giuseppe Camastra. «Non è dunque un caso - ha proseguito - che le fave secche sui tavoli siano state appena acquistate da contadini locali. Così come la sinergia con i Salazar, che hanno fornito i prodotti caseari e la carne di bufala, e con l’azienda agricola La tenuta del conte di Cirò, che ha prodotto il vino rosso e rosato che state degustando». «Lavorare insieme per valorizzare le nostre produzioni è la strada che abbiamo deciso di seguire per rilanciare l’enogastronomia calabrese» ha concluso Camastra. Nel pomeriggio, la comitiva ha potuto visitare l’allevamento di bufale dell’azienda Salazar: una ottantina di capi, di cui circa settanta femmine, che con occhi spiritati hanno osservato il gruppo di visitatori; una vasta produzione artigianale di frutta (arance, mandarini, ciliege) e verdura (carciofi, asparagi, bietola) e tante, tante, pecore.
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