News from Catanzaro, capoluogo della Calabria, provincia d'Italia, Cenerentola d'Europa, regione del mondo. Profondo Sud.
giovedì 20 maggio 2010
REGGAE TRAIN SUN FEST 2010
mercoledì 12 maggio 2010
Nasce Slow Food catanzaro Università: intervista al fiduciario, avvocato Giuseppe Costabile.
Avvocato Costabile, quanti siete e come ci si iscrive alla nuova condotta Slow Food?
«Siamo circa settanta soci e per partecipare si possono richiedere informazioni via e-mail all’indirizzo info@slowfoodcz.it oppure seguire le indicazioni sul sito internet www.slowfoodcz.it».
Descriva l'associato tipo.
«È una persona curiosa, un gastronauta che ama la ricerca e la tutela del piacere per il buon cibo. Sia chiaro, il diritto al piacere non deve essere appannaggio di pochi quanto uno stile di vita da promuovere».
In un periodo di forte crisi economica, crede che avrà successo una iniziativa del genere?
«Credo proprio di sì perché mai come oggi è importante creare una rete virtuosa di relazioni tra produttori, ristoratori, consumatori e istituzioni; un sistema rispettoso dell’ambiente e capace di mettere insieme saperi e sapori. L’obiettivo è ottenere un prezzo giusto del prodotto finale che soddisfi sia il produttore sia il fruitore.
Su cosa concentrerete l’attenzione?
«Sosterremo la creazione di gruppi di acquisto solidale, i mercati contadini affinché si riapproprino delle piazze, gli acquisti in aziende selezionate, i cibi in via di estinzione. Puntiamo, ancora, sulla salvaguardia della biodiversità agricola, sull’attività volta a favorire i processi di consumo locale, sulla valorizzazione dei prodotti di stagione».
L'enogastronomia calabrese può ambire alla ribalta nazionale?
«Il cammino è ancora lungo ma la nostra regione ha grandi potenzialità: penso, ma solo a titolo di esempio, ai vitigni autoctoni come il gaglioppo, il nerello ed il magliocco; ai prodotti caseari come il pecorino del monte Poro e ai salumi; al Moscato di Saracena, già entrato a pieno titolo nell’olimpo dei passiti italiani».
Vuole indicare qualche altra carica della nuova condotta?
«Costituiscono la” piccola Tavola”, ossia il comitato direttivo dell’associazione, Mariano Davoli con funzioni di vice-fiduciario, Nicola Fiorita con funzioni di segretario, Paola Masciari con funzioni di tesoriere, Mariano Calogero, Patrizia Costantino, Lily Focarelli e Teresa Cubello».
Quali saranno le prime iniziative?
«Con cadenza mensile, da qui sino alla fine dell’anno, abbiamo in programma giornate di approfondimento teorico e degustazione con protagonisti la birra artigianale, il pesce azzurro, il gelato artigianale, i funghi e tartufi di calabria, la carne podolica, la pasta di gragnano e i vini regionali. Stiamo, poi, organizzando la prima rassegna cinematografica dedicata a temi enogastronomici, la partecipazione al Salone internazionale del gusto di Torino e due eventi promozione di vini ed eccellenze gastronomiche italiane. Sempre, comunque, con un occhio di riguardo per la produzione locale».
Come saranno i rapporti con le altre condotte?
«Ci impegneremo a favorire rapporti di interscambio, lealtà e collaborazione, tanto più che a breve sarà istituito un strumento di governo regionale, avendo la Calabria superato i 500 iscritti».
Cosa si aspetta dalla neonata condotta?
«Entusiasmo, partecipazione, collaborazione e, naturalmente, spirito di convivialità».
"La prima bufala" di Slow Food Catanzaro Università.
Non poteva che chiamarsi “La prima bufala” l’appuntamento della neonata condotta Slow food di Catanzaro che sabato scorso ha fatto visita all’azienda Salazar di Soveria simeri, specializzata proprio nell’allevamento di bovini. Una gita molto suggestiva che ha fatto conoscere, ai numerosi partecipanti, alcune importanti realtà economiche della zona e degustare la bontà dei prodotti locali. L’incontro è stato preceduto da una interessante dimostrazione di come nasce e prende forma la mozzarella, grazie all’abilità di Antonio Grillo e Pietro Ianò che hanno spiegato ai presenti le varie fasi della lavorazione: dagli ingredienti necessari, alla filatura fino alla formatura. Immancabile e gustoso l’assaggio del prodotto finito. Quindi, ospiti della trattoria U ‘Nozzularu, un vecchio frantoio trasformato in locale rustico con muri in pietra e soffitti in legno, i convitati hanno potuto degustare la bufala nei formaggi (oltre alla classica mozzarella, lo stracchino, la ricotta e il gorgonzola), nella pasta al ragù, stufata con patate e carote, e nel dolce (un delizioso yogurt con fragole). Molto apprezzati, naturalmente, le ulteriori prelibatezze servite come antipasto: dai ceci col finocchietto selvatico alla zuppa di fagioli, dalla frittata di asparagi alle melanzane gratinate. «La nostra filosofia è promuovere una cucina di qualità valorizzando i prodotti locali attraverso una collaborazione con le aziende del luogo» ha spiegato il titolare del ristorante Giuseppe Camastra. «Non è dunque un caso - ha proseguito - che le fave secche sui tavoli siano state appena acquistate da contadini locali. Così come la sinergia con i Salazar, che hanno fornito i prodotti caseari e la carne di bufala, e con l’azienda agricola La tenuta del conte di Cirò, che ha prodotto il vino rosso e rosato che state degustando». «Lavorare insieme per valorizzare le nostre produzioni è la strada che abbiamo deciso di seguire per rilanciare l’enogastronomia calabrese» ha concluso Camastra. Nel pomeriggio, la comitiva ha potuto visitare l’allevamento di bufale dell’azienda Salazar: una ottantina di capi, di cui circa settanta femmine, che con occhi spiritati hanno osservato il gruppo di visitatori; una vasta produzione artigianale di frutta (arance, mandarini, ciliege) e verdura (carciofi, asparagi, bietola) e tante, tante, pecore.
lunedì 10 maggio 2010
www.nonniincercadicompagnia.it
Come è nato il sito www.nonniincercadicompagnia.it?
È nato dalla mia esperienza di volontaria presso un servizio di ascolto per persone disagiate: mi è capitato spessissimo di ricevere telefonate da anziani soli. Il tono e il contenuto delle chiamate mi hanno fatto accorgere di quanto siano abbandonati a loro stessi: ad esempio, genitori, anche vedovi, coi figli lontani per motivi di studio o di lavoro.
Esattamente, di cosa si tratta?
Abbiamo costituito una associazione no profit il cui scopo è consentire agli anziani soli di incontrarsi via web: ci si iscrive al servizio (di persona o tramite un parente o un amico), lasciando i propri dati e la propria richiesta (se si cerca un uomo, una donna, un compagno autosufficiente, se per il giorno o per la notte, per convivere); quindi, il sistema cerca tra tutti gli iscritti quelli che rispondono alle richieste dell’utente, privilegiando, in ogni caso, coloro che vivono vicino. Infine, vengono effettuate delle notifiche all’utente, che potrà così contattare direttamente l’altro nonno in cerca di compagnia.
Chi siete e chi vi aiuta?
Siamo un gruppo di giovani professionisti, impegnati nei lavori più diversi: una rete di collaboratori volontari che con il loro impegno personale ha creato il sito web e il sistema che ne consente il funzionamento.
A chi è rivolto il servizio?
A tutti gli anziani soli del territorio nazionale. Siamo ambiziosi: crediamo che con la giusta pubblicità e le relazioni che stiamo già intessendo con alcuni interlocutori interessati (le Poste Italiane, ad esempio, vorrebbero diffondere il servizio attraverso i propri sportelli) possiamo dare un contributo importante per risolvere il problema. Inoltre, grazie al web e al fatto che le generazioni future saranno native digitali, perché non sognare un giorno in cui esisterà un sistema multilingue per cercare compagnia tra anziani?
Ma non esistono già iniziative del genere sul territorio?
Purtroppo no, e lo dimostrano i social network che abbiamo attivato e che hanno avuto un riscontro positivo; così come le centinaia di adesioni dei sostenitori e le richieste di iscrizione al sito internet. È paradossale e, al tempo stesso, semplice: le solitudini non si incontrano perché nessuno (servizi sociali, parrocchie) ha pensato di agevolarne l’incontro; eppure persone sole ne esistono, e tante!
Pensa che tramite internet avrà la giusta diffusione (difficoltà anziani computer)?
Siamo consapevoli che un limite del progetto è l’attuale livello di informatizzazione della popolazione, ma i dati ci dicono che sono sempre più i nonni che si avvicinano al personal computer per stare vicino ai propri cari. Siamo, però, altrettanto consapevoli che oggi dobbiamo fornire alla terza età altri canali, non solo quello web, per accedere al servizio. Ecco perché vorremmo coinvolgere altri soggetti, come le farmacie, per aiutare quanti più anziani possibile ad iscriversi al servizio.
Cosa si aspetta?
Vorremmo dare un aiuto concreto, gratuito, solidale a tutti quegli anziani che vivono in solitudine. Perché in una società che diventa sempre più arida ed egoista, dove il bisogno individuale è indifferente alle problematiche sociali più impellenti, serve una presa di posizione concreta fatta di azioni e non di parole. La solitudine resta ad oggi la più mortale delle malattie: chiediamo aiuto a tutti per sconfiggerla insieme, partendo dal web.
domenica 2 maggio 2010
Primo maggio 2010. Rosarno.
E' strano arrivare a Rosarno per la festa dei lavoratori.
Usciti dalla Salerno - Reggio Calabria, ci accorgiamo di aver imboccato la strada giusta perché al primo svincolo ci sono carabinieri, polizia e guardia di finanza a indicarti la via.
La prendiamo alla larga, arriviamo fino al porto di Gioia Tauro e torniamo indietro percorrendo una statale che costeggia i famosi agrumeti della piana, principale fonte di reddito per la popolazione locale e origine degli scontri interrazziali dei mesi scorsi.
Prima impressione: siamo a sud e si vede.
Entriamo nella cittadina di tredicimila abitanti circa da un sottopasso allagato; seguiamo la carreggiata confidando in qualche segnale ma le indicazioni sono rare come le opportunità di un lavoro regolare.
Intorno il paesaggio è quello da moderno paese calabrese: in una vasta distesa pianeggiante si alternano benzine, centri commerciali, depositi, case a due o tre piani, spesso senza intonaco e con sopraelevazioni abusive, il tutto sena alcuna linea di continuità.
Alla fine di un rettilineo ci dicono di parcheggiare alla stazione e prendere una navetta per raggiungere il raduno; ma arrivati alla ferrovia decidiamo di proseguire con la macchina: la vita scorre tranquilla, se non ci fossero le bandiere rosse della Cgil e quelle biancoverdi della Cisl, portate da gente coi berretti colorati e i panini in mano, sembrerebbe una qualunque giornata festiva.
Sono quasi le 11 e ci accorgiamo che il corteo e i comizi più importanti ci sono già stati: infatti, in parecchi camminano in senso contrario rispetto al nostro.
Parcheggiamo a poche centinaia di metri da piazza Valarioti, epicentro della manifestazione.
I locali ci indicano distrattamente la strada, avvertiamo indifferenza se non insofferenza: il dato emergerà dai resoconti dei giornalisti che sottolineeranno l'assenza di Rosarno alla manifestazione del I maggio.
Arriviamo nello spiazzo mentre dal palco urlano la loro indignazione i precari dei call center e quelli della scuola; i leader nazionali sono già andati via: l'ultimo è Guglielmo Epifani che ci passa accanto "scortato" dal servizio d'ordine della Cgil in una scena paradossale e un pò ridicola.
Il clima è di smobilitazione: bisognava fare in fretta per non perdere l'aereo per Roma, direzione piazza San Giovanni.
Ci dicono che sono passati gli assessori regionali Talarico e Stillitani, il segretario del Pd Guccione e il sindaco di Cosenza Perugini. Noi riusciamo scorgere solo qualche fascia tricolore di sindaci locali, soprattutto quella di Giannetto Speranza: baci e abbracci, saluti e pacche sulle spalle, sembra lui il protagonista della mattinata.
Si avvicina e ci stringe la mano mentre qualcuno gli dice: «La volevamo sindaco di Catanzaro!». «Ora sono il sindaco di Lamezia Terme, è quello che voglio fare e speriamo me lo lascino fare» la laconica risposta.
Il tempo di una spremuta d’arancia e di una pizza ripiena (gentile offerta della Cgil di Catanzaro, ndr) accanto alla casa del popolo intitolata a Giuseppe Valarioti, il dirigente comunista ucciso negli anni ’80 in un agguato di ‘ndrangheta rimasto senza colpevoli, e ci accorgiamo che la piazza si è già quasi del tutto svuotata.
Rimangono piccoli capannelli di persone intorno a un tavolo dove distribuiscono fette di pane con salame, qualche giornalista con telecamera sulle spalle e microfono in mano, i tecnici ad allestire il palco per la kermesse pomeridiana, alcuni membri delle forze dell’ordine in posizione defilata, un paio di extracomunitari (a parte quelli alabardati di tutto punto dalle sigle sindacali non ne abbiamo visti tantissimi).
Decidiamo di andare via pure noi, non abbiamo voglia di aspettare il concerto.
Sulla strada ci accorgiamo di non discutere delle due ore appena trascorse nella città della piana: è l’amaro segnale di quello che, con ogni probabilità, resterà del primo maggio di Rosarno: tante belle parole, la poca partecipazione dei locali, la sensazione che nulla si è fatto ieri e troppo poco si farà domani per arginare le sacche di illegalità.
Soprattutto, il terribile pensiero che gli stranieri sono ritornati nei campi a raccogliere arance e mandarini, che la loro fatica sia aumentata mentre le tutele e le garanzie per cui si è voluto dimostrare finiranno presto nel dimenticatoio.
Riprendiamo...con delle scuse!
mercoledì 22 luglio 2009
Seconda giornata Reggae Train Sun fest 2009
Chiusura col botto per il “Reggae Train Sun fest



