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lunedì 21 luglio 2008
Festa del lavoro al parco della biodiversità......
La seconda giornata della Festa del lavoro, organizzata dalla Cgil catanzarese al parco della biodiversità, ha regalato un dibattito ricco di spunti dal titolo “Federalismo: quali risorse per la Calabria?” al quale hanno partecipato Vera Lamonica, di fresca nomina al Comitato direttivo nazionale della Cgil, l’assessore regionale Liliana Frascà, il presidente della provincia di Catanzaro, Wanda Ferro e il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini. Al direttore dell’Ansa Calabria, Filippo Veltri, è toccato il compito di moderare la discussione «su un tema di stringente attualità anche per l’accelerazione impressa negli ultimi giorni dal Governo di Roma per definirne l’impianto normativo». Il primo ad intervenire è stato il sindaco di Cosenza, il quale ha spiegato che «per federalismo fiscale si deve intendere un meccanismo per cui le risorse del nostro paese si trasferiscono ai vari enti locali per garantire migliori servizi ai cittadini. Attraverso un fondo perequativo si mantiene l’equilibrio tra le varie aree territoriali le cui economie sono profondamente diversificate». «Dobbiamo, però, fare i conti con le decisioni governative che hanno tagliato risorse ai comuni per circa 3 miliardi di euro nonostante le politiche virtuose messe in atto dalle amministrazioni locali negli ultimi tempio» ha proseguito Perugini. Wanda Ferro ha ricordato la protesta di tanti enti locali calabresi per il mancato finanziamento alle infrastrutture della regione, «a dimostrazione che, al di là delle appartenenze politiche, sosteniamo un federalismo delle funzioni che non danneggi il nostro territorio: abbiamo ricevuto garanzie sulla copertura finanziaria, che prima - è bene ricordarlo - non c’era». Non manca la battuta sul trasferimento di deleghe dalla Regione alle Province: «Dal 2002, chiunque abbia governato, le promesse non sono state mantenute; abbiamo ricevuto personale, faldoni, fitti ma non le risorse economiche, senza le quali non possiamo muoverci. La Regione Calabria dovrebbe esser virtuosa e sperimentare il federalismo locale». «Siamo in una fase in cui discutere in Calabria è necessario, i nostri amici del nord quando devono tutelate gli interessi dei propri cittadini camminano insieme, senza differenze di sorta; dobbiamo essere non furbi ma più intelligenti» è stato il pensiero di Liliana Frascà. Per l’assessore regionale occorre prendere atto che «federalismo e giustizia sono riforme ineludibili: se non prepariamo una proposta, rischiamo di vivere in un paese in cui le regioni del nord avranno risorse economiche mai paragonabili a quelle del sud; e la conseguenza sarà non riuscire a tutelare quelle persone che riescono a vivere solo grazie ai servizi minimi garantiti dagli enti locali». Il primo giro di interventi è stato concluso da Vera Lamonica secondo la quale «come forze della Sinistra, del mondo del lavoro, dell’opposizione, dobbiamo metterci d’accordo su un punto: il federalismo è una occasione di innovazione e di sviluppo da cogliere, oppure rappresenta quella sorta di sindacalismo territoriale per cui chi produce le risorse se le tiene e le utilizza come meglio crede»? Per il segretario della Cgil calabrese, la soluzione è «scendere in campo con una propria proposta che si basi su alcuni concetti base: innanzitutto perequazione, perché la Repubblica è una e indivisibile e la sola in grado di garantire i diritti fondamentali di tutti, da Bolzano a Palermo; poi, decide lo stato, per non far passare l’idea che una parte del paese concede l’elemosina all’altra; infine, pari dignità tra tutti gli enti locali, non solo fra Governo e regioni». Nella seconda parte del dibattito si è discusso delle possibili soluzioni per la Calabria. Ha ripreso Perugini, favorevole al federalismo «purché si dia attuazione al titolo V della Costituzione. Tante risorse economiche sono state sprecate se non restituite o spese male: scegliamo una classe dirigente nuova e capace di cambiare». Per Wanda Ferro «l’unico potere inarrestabile è quello del popolo: se sarà in grado di chiedere alla politica comportamenti virtuosi e di alzare la testa, si può cambiare il corso delle cose». Liliana Frascà ha parlato «di responsabilità non solo della politica, ma dell’intera opinione pubblica calabrese: mentre si preparano leggi o leggine che si perdono nei meandri della burocrazia regionale, l’associazionismo appare debole, manca la passione civile e la stampa non fa il suo dovere: dove sono le grandi inchieste?». In ultimo, Vera Lamonica: «Subiamo un deficit istituzionale in termini di qualità della classe dirigente meridionale. Dobbiamo chiederci: come si seleziona il personale politico? Qual è la natura e la funzione dei partiti in Calabria?»
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