sabato 12 luglio 2008

Pasquale Poerio "Terra e libertà. Itinerario di un riformista".



“Terra e libertà. Itinerario di un riformista” è il titolo del libro, edito da Rubettino, col quale Michele Drosi ha voluto ricordare la figura di Pasquale Poerio. La presentazione è avvenuta a Catanzaro, in una affollata sala consiliare, alla presenza dello stesso autore, del governatore Agazio Loiero, del sindaco Rosario Olivo, del deputato Nicodemo Oliverio, del presidente della Cia Calabria, Giuseppe Mangone e del direttore dell’Ansa, Filippo Veltri. Dopo una breve proiezione di fotografie che ha ripercorso le battaglie politiche e sindacali calabresi di cui Poerio è stato protagonista, Drosi ha spiegato come è nata l’idea dell’opera: «Parlando con Pasquale, insistevo sul fatto che sarebbe stato molto utile trasmettere alle nuove generazioni l’impegno politico profuso in tanti anni di militanza, se non altro per dare fiducia nel futuro. La morte accidentale, per una caduta durante una manifestazione della Cgil a Catanzaro, ha interrotto il progetto che ha ripreso vigore quando, nel suo studio, ho riscoperto scritti, saggi e discorsi parlamentari che ho trasferito nel libro». L’autore ripercorre, dunque, la vita del politico crotonese partendo dal momento in cui «dopo il nazifascismo, abbandona gli studi in Medicina per occuparsi degli ultimi. L’impegno si trasforma in numerosi incarichi sia locali, tra l’altro come consigliere comunale e provinciale, sia nazionali, come deputato e senatore. Sempre, però, avendo come bussola le esigenze dei lavoratori, dei contadini e dei più deboli». Dal testo emerge un uomo dedito alle relazioni umane, incapace di quella alterigia che spesso si lega al potere, ricordato sempre come il “compagno” Poerio. «La sua azione politica è di estrema attualità – ha proseguito Drosi – perché da Portella della Ginestra a Melissa, da Calabricata a Montescaglioso, Poerio individuò nella battaglia per la terra un punto imprescindibile per il rilancio della Calabria. In un periodo in cui la Sinistra cominciava a trascurare contadini e agricoltori, fu uno dei pochi a mantenere alta l’attenzione sui loro problemi; già allora ebbe formidabili intuizioni come lo stretto legame tra il dissesto idrogeologico e lo sviluppo rurale». Diversi aneddoti, poi, vengono raccontati da Drosi e dagli ospiti presenti. Ad esempio, nel libro c’è un passo del giornalista Marco Cesarini Sforza, che per la rivista Nord e sud, raccontò la sua esperienza in Calabria, nel crotonese in particolare, accompagnato da un giovanotto della Camera del lavoro, “un certo Poerio”: questi girava indefesso tra i boschi di olivo e i pascoli di bestiame, tutti marchiati con le iniziali del padrone, per organizzare i poveri contadini che per scarpe usavano pezzi di copertone. Ancora, Emanuele Macaluso, assente per problemi di salute, ne parla come esempio per rilanciare la questione meridionale e per affrontare con rinnovata consapevolezza la liberalizzazione dei mercati e le nuove politiche di sviluppo. Tra il pubblico c’è chi, invece, non può fare a meno di raccontare lo stretto rapporto tra Poerio e la moglie Rosamaria «che lo seguiva ovunque, come un’ombra» e che il primo baciamano della sua vita lo ha ricevuto proprio da «quel galantuomo di Pasquale». «Ho conosciuto Poerio nella bottega di mio padre – ha spiegato, a sua volta, Rosario Olivo – quando da vecchio comunista girava dappertutto proprio perché amava il contato umano. Ricordo un grande oratore, soprattutto nella storica piazza Grimaldi di Catanzaro, quella dei comizi; dimostrava capacità di ascolto e di confronto con tutti, rispettava l’avversario in un clima di pluralismo vero. Inoltre, parlava di riscatto del sud con un atteggiamento non piagnone o vittimistico ma fondato sul protagonismo delle persone». Per Mangone «Poerio ha combattuto con le idee e ha anticipato di decenni quell’attenzione per l’agricoltura che oggi è di nuovo al centro dell’azione della Comunità europea». «Non conoscevo a fondo Poerio ma ricordo il suo modo di esprimersi esplicito e la capacità di manifestare il dissenso da galantuomo» è stato il commento di Agazio Loiero. Il governatore ha letto, poi, un passaggio di Fernando Santi sull’Avanti! che descriveva le condizioni di miseria in cui vivevano i contadini calabresi: «da allora abbiamo avuto uno sviluppo senza precedenti grazie soprattutto al solidarismo cattolico e alle marce dei lavoratori agricoli. In politica un conto è quello che vorremmo, altro è la realtà che, però, dobbiamo esser bravi a interpretare: Poerio è stato un idealista concreto».

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