News from Catanzaro, capoluogo della Calabria, provincia d'Italia, Cenerentola d'Europa, regione del mondo. Profondo Sud.
martedì 8 luglio 2008
Nota a margine....
Chiunque abbia avuto la possibilità o la fortuna di studiare fuori Catanzaro, conosce bene quanta ricchezza, non solo economica ma anche culturale, può portare una università al territorio che la ospita. Quante volte è stato detto che se anche la nostra città avesse accolto presso i vicoli del centro storico facoltà e alloggi, studenti e professori, in un proficuo e continuo scambio col tessuto sociale cittadino, tutti ne avremmo ampiamente goduto. Ecco perché l'incontro di lunedì, voluto con tanta determinazione da Rosario Olivo, appare significativo sotto diversi aspetti. Innanzitutto, l'Amministrazione comunale mostra, ancora una volta, una particolare attenzione verso il mondo accademico: in un'ottica di reciproca collaborazione e con la comune consapevolezza che l'integrazione è la strada maestra da percorrere, offrire alcuni dei migliori stabili comunali al mondo universitario è un primo significativo passo. Poi, il lavoro congiunto a livello istituzionale: in un periodo in cui Catanzaro arranca e mostra scarsa vitalità, la collaborazione tra Regione, Provincia e Comune è, forse, una delle ultime chance disponibili per far uscire la città dal pericoloso isolamento politico ed economico in cui si è cacciata. Certo, si tratta di un progetto ancora sulla carta e tanto si deve fare per ripopolare i tre colli. Ma quando il rettore Costanzo assicura che ben mille studenti saranno trasferiti in città (da intendere, comunque, come spazio più ampio rispetto al solo centro storico) già dall'imminente anno accademico; e quando il sindaco racconta con entusiasmo e partecipazione la scommessa di cui si stanno pian piano definendo i contorni; quando, infine, vedi seduti in una stanza i “catanzaresi” Ferro e Loiero, Speziali e Traversa, discutere del futuro della nostra città, magari pensi che qualcosa, in fondo in fondo, può anche cominciare a cambiare. E allora, non ci resta che aspettare fiduciosi.
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