sabato 5 luglio 2008

Intervista a Maurizio Vento da Il quotidiano della Calabria del 5 luglio

Si definisce “l'uomo del fare” e preferisce le azioni alle parole. Eppure Maurizio Vento, vicecoordinatore regionale di Forza Italia nonché neo vicepresidente della Provincia di Catanzaro con delega all'ambiente, ha molte cose da dire: dallo stato di salute di FI alla vittoria del Pdl alle ultime amministrative, fino ai progetti e alle speranze legate al nuovo importante incarico riconosciutogli da Wanda Ferro.
Forza Italia sembrava un partito in crisi nella nostra regione e invece, dopo le batoste alle amministrative, il grande rilancio col Pdl.
«Andando a ritroso, ricordo che dopo le elezioni regionali, e seguendo un po’ il trend nazionale, Forza Italia subì una pesante battuta d’arresto. Un po' perché abbiamo sempre avuto difficoltà a livello amministrativo, un po' per qualche errore del precedente governo regionale. In quella fase tutta la Casa delle libertà, e in particolare Forza Italia, non è riuscita a rispondere alle aspettative dei cittadini. Oggi, invece, la gente ha assunto un certa libertà di pensiero sul voto elettorale per cui ragiona in termini di risposte che la politica riesce a dare. Da allora ci siamo rimessi a lavorare, siamo ritornati sul territorio e abbiamo riorganizzato il partito».
Una modus operandi che ha dato i suoi frutti: qual è stata la chiave del successo?
«Negli ultimi tre anni abbiamo fatto tantissimo: abbiamo svolto congressi comunali e provinciali, abbiamo trasformato un movimento di idee e opinioni in un partito vero, venendo incontro ad una esigenza molto sentita dagli stessi iscritti e simpatizzanti. Si sente speso dire che i partiti sono finiti o sono ai margini ma siamo la prova che con la volontà e la voglia di fare la distanza tra l’opinione pubblica e le formazioni politiche può ridursi. Senza contare, comunque, che l’attuale governo regionale ci ha dato una grossa mano».
Sia sincero, si aspettava un risultato così netto ad aprile?
«Ero sicuro che il centrodestra avrebbe ottenuto un buon risultato ma non nelle dimensioni in cui è maturato. Certo, ci presentavamo con una novità significativa candidando Wanda Ferro alla guida dell’ente intermedio. La scelta di una donna, giovane, capace di dialogare con la gente, che capisce di politica e sa fare politica è risultata vincente. Uno dei motivi, d'altro canto, per cui i nostri avversari, ancorati a vecchie logiche di potere, sono usciti fortemente sconfitti».
Negli ultimi giorni è stato protagonista di un botta e risposta col Presidente del consiglio, e Suo compagno di partito, Pasqualino Ruberto: anticipate il ruolo che dovrebbe svolgere l’opposizione?
«Voglio chiarire subito che le dichiarazioni degli ultimi giorni non sono legate a difficoltà interne o alla vitalità di Forza Italia. In realtà, la nascita del Pdl ha rappresentato una novità politica che ha accorpato anime diversamente posizionate all’interno del centrodestra. Tanti si sono pertanto rimessi in discussione nel nuovo soggetto politico che, contemporaneamente, in alcune realtà territoriali, può aver inciso su equilibri ormai consolidati. È nata, quindi, l’esigenza da parte di qualcuno di cercare nuovi spazi da occupare, finanche opponendosi alla concretizzazione del Pdl perché contrastante con le proprie aspirazioni».
Dunque, via libera a chi non aderisce al Popolo della libertà?
«Premetto che ogniqualvolta il centrodestra si è presentato unito ha vinto. Sono, comunque, consapevole che la politica è fatta di momenti, in cui si può essere più o meno gratificati, in cui il lavoro svolto può essere o meno riconosciuto. Però, chi si candida dietro un simbolo perché rappresenta un valore aggiunto, ottenendo tra l’altro un buon risultato, e poi si sposta a destra o a sinistra, non mostra una particolare coerenza. Da parte mia, posso aggiungere che quando il dirigente nota che un elemento del partito sta valutando se restare oppure accasarsi in altri lidi, non può avere la stessa considerazione e fiducia rispetto a chi crede fermamente nel progetto politico e vuole continuare un percorso comune. Certo è che quando in politica si fanno delle scelte bisogna valutare tante cose: il proprio percorso personale, quello che si è riuscito a realizzare, chi si ha alle spalle, se gli strumenti a disposizione siano stati ben utilizzati».
Intanto, dai primi provvedimenti sembra che il governo Berlusconi stia tenendo all’angolo la Calabria.
«Alcune preoccupazioni sono legittime, altre non corrispondono alla realtà. Le cinque provincie, tra cui anche noi, siamo andati a protestare a Cosenza per i fondi infrastrutturali. Lo stesso facemmo, in maniera trasversale, nello scorso autunno nei confronti del governo Prodi e del ministro Di Pietro, con una differenza: il problema oggi è contabile, nel senso che i finanziamenti per la Calabria, e abbiamo avuto rassicurazioni in tal senso dal Sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, saranno inseriti nella prossima finanziaria mentre quelli immediatamente disponibili, e non impegnati, sono stati utilizzati per coprire l'abolizione dell'Ici. Lo stesso posso dire sull'Autorità portuale di Gioia Tauro: non è vero che sarà ridimensionata o abolita perché nel provvedimento legislativo di prossima emanazione è già prevista una deroga in tal senso. Posso escludere che ci sia disattenzione del Governo sulla Calabria e lo dimostra anche la ripresa del progetto del Ponte sullo stretto. Noi continueremo a vigilare ma non è il caso di strumentalizzare ogni provvedimento del governo».
Si parla di contenimento dei costi della politica con la previsione di un ridimensionamento delle stesse province, cosa ne pensa?
«Spesso sento dire che le Province siano enti inutili ma, senza fare alcuna di fesa d'ufficio, non è così. È vero che quelle metropolitane o certe Comunità montane “balneari”, meritano un ripensamento: occorre maggiore concretezza ed evitare passaggi inutili o l'eccessiva burocrazia».
Lei ha l'importante delega all'ambiente, quali impegni si sente di assumere?
«La questione ambientale è un problema che riguarda l'Italia intera. In Calabria abbiamo ereditato una situazione pesante e difficile ma posso dire che quantomeno abbiamo fatto ripartire la macchina. Sulla depurazione aggiungo che diversi impianti funzionano mentre per altri l'iter è più complesso. Aspettiamo i chiarimenti del Governatore Loiero in merito ai fondi destinati dalla Regione ai Comuni per la manutenzione dei depuratori: non abbiamo ancora capito se si tratta di finanziamenti a fondo perduto o mere anticipazioni per gli Enti locali, di cui sono ben note le precarie condizioni finanziarie. Abbiamo, comunque, in mente la creazione di una task-force che possa fornirci una quadro il più possibile completo sullo smaltimento dei rifiuti, delle imprese che se ne occupano, dei livelli di inquinamento. Suggerisco, però, agli addetti e agli stessi amministratori locali meno allarmismo: è iniziata la stagione estiva e l'Arpacal ha diffuso dati che parlano di un livello dell'acqua buono in quasi tutta la regione. Per il resto, sono pronto ad assumermi le mie responsabilità e a rispondere delle azioni che porremo in essere da oggi in avanti: certo è che abbiamo tutto l'interesse a cambiare lo status quo».

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