sabato 12 luglio 2008

Prossimamente su il Quotidiano....

Vive la prima volta della Fiamma Tricolore al governo di un ente locale «non solo come un traguardo atteso da lungo tempo, ma come un punto di partenza»; fa suo il motto di Wanda Ferro, «quel “detto, fatto!” per cui alle parole devono seguire azioni concrete»; dice che la vittoria se l’aspettava, soprattutto «dopo aver saputo che Wanda sarebbe stata il candidato presidente: l’esito delle urne ha confermato un successo oltre ogni aspettativa». Natale Giamo, ex segretario provinciale della Fiamma («Una scelta obbligata per chi ricopre più incarichi, si finirebbe col farli male tutti e due») ed ex segretario regionale Trasporti dell’Ugl («Per limpidezza e per evitare ogni commistione con l’attività amministrativa»), è il nuovo assessore della Giunta Ferro con delega al Personale e, appunto, ai Trasporti.

Una delega non casuale la Sua, vista l’esperienza maturata nel settore.

«Certo! Premesso che continuerò la mia attività lavorativa presso le Ferrovie della Calabria, nel momento in cui dovevamo indicare le problematiche di cui occuparci, il sistema dei trasporti è stata la prima scelta».

Ha già qualche progetto in merito?

«La metropolitana veloce di superficie per collegare Soverato e Botricello con Catanzaro e Lamezia Terme. Il nodo di Germaneto è strategico e i tempi sono maturi perché già nel corso dell’attuale legislatura si possa realizzare quantomeno la tratta Lamezia Terme - Soverato».

Di cosa dovrà occuparsi, invece, per quanto riguarda il Coordinamento delle politiche per la sicurezza?

«Occorre chiarire che non esiste un ufficio apposito o un budget predefinito riferibili alle Politiche per la sicurezza. Si tratta, in realtà, di una novità che va pian piano definita. La Provincia vuole stare accanto alle amministrazioni comunali spesso lasciate sole nell’affrontare i tanti problemi legati alla sicurezza».

Invece sul Personale, anche in vista del passaggio di deleghe con la Regione, qual è la situazione?

«Per quanto riguarda il mio settore, un ufficio come quello dei Trasporti è abbondantemente sotto organico, così come tanti altri. C’è da lavorare, soprattutto occorre chiarire una volta per tutte le nostre competenze e quelle dell’amministrazione regionale e, di conseguenza, le risorse economiche disponibili».

A proposito di rapporti con la Regione: più volte la Fiamma ha chiesto lo scioglimento del Consiglio se non addirittura il commissariamento della Ente: oggi cosa dice?

«È vero, abbiamo avanzato richieste del genere ma è un dato di fatto che più della metà dei consiglieri regionali è indagato dalla magistratura per reati molto gravi. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, dubito che tutti riusciranno a dimostrare la propria estraneità dalle accuse rivolte. Insisteremo, comunque, sullo scioglimento dell’attuale consiglio regionale, proprio per i motivi appena descritti. E di ciò chiederemo conto anche all’opposizione che tranne qualche lodevole eccezione, non ha mai realizzato alcuna forte iniziativa in tal senso. Faremo qualcosa prima dell’estate per poi agire, con più determinazione, in autunno».

Mutuo sociale, abbandono dell’euro per la lira, primato della italianità: continuerete le vostre storiche battaglie?

«L’impatto col nuovo incarico amministrativo è stato, per il poco tempo a disposizione e la mancanza di esperienza, gravoso. Oggi siamo più consapevoli e con una disponibilità economica in più, grazie alla nomina di assessore, per cui torneremo presto in campo. Proporremo, ad esempio, iniziative per migliorare la situazione di famiglie che non riescono ad arrivare non tanta alla quarta, ma neppure alle terza settimana del mese».

Dicevamo del mutuo sociale: quali novità?

«Sul mutuo sociale mi sono personalmente impegnato a far approvare un progetto di legge dal consiglio provinciale; coinvolgendo, poi, altri enti intermedi potremmo proporlo alla Regione Calabria senza la raccolta di firme che rappresenta sì un lavoro bellissimo ma troppo impegnativo, soprattutto per noi che non disponiamo di un numero consistente di persone».

Cosa si deve intendere, invece, per primato dell’italianità?

«Come dice uno slogan utilizzato dalla Fiamma, non esistono lavori che gli Italiani non vogliono fare; ci sono, invece, condizioni di impiego e di sicurezza poco dignitosi. Chi detiene le leve del potere ha fissato, nel corso degli anni, quote di entrata per stranieri che poi vengono puntualmente disattese. Si tratta di persone che immaginavano il paese di Bengodi, per poi scoprire che non è così. La realtà è che tanti nostri connazionali vivono peggio delle povere persone costrette ad abbandonare le loro terre. Si tratta di nuove forme di schiavitù che vanno debellate. Penso, ancora, alla concentrazione di negozi cinesi di cui spesso non è chiaro come riescano a tirare avanti: non vorrei che fossero luoghi per riciclare denaro sporco da parte di una delle mafie più potenti, come appunto quella cinese. Tra l’altro, la Questura di Catanzaro fece tempo fa un controllo riscontrando una serie impressionante di violazioni da parte di questi esercizi commerciali».

A livello nazionale il partito guidato da Storace e dalla Santanché, con cui vi siete alleati, non ha mai visto di buon occhio il Pdl: nessun imbarazzo da parte Vostra a sedere accanto a loro?

«L’accelerazione con cui è mutato il panorama politico negli ultimi tempi, dalla caduta del governo Prodi fino alla formazione dei due grossi partiti che si sono contesi la leadership, ci ha posto seri problemi. Non abbiamo accettato di presentarci dietro un unico simbolo a livello nazionale perché proprio sul piano della visibilità avevamo l’esigenza di distinguerci dalla coalizione di Berlusconi. L’abbiamo vissuta come una proposta riduttiva nei nostri confronti. A livello locale, invece, correre da soli sarebbe stato un suicidio, senza alcuna prospettiva concreta: ecco perché ritengo positiva la scelta fatta a suo tempo e una opportunità importante poter confrontarsi con l’attività di governo».

Quindi il rapporto tra la Fiamma Tricolore e La Destra proseguirà?

«Da segnali che giungono dai vertici la coalizione sembra ormai rotta. Continuano, invece, i contatti con il Popolo della libertà anche se al recente Comitato centrale a cui ho partecipato, non c’è stato un pieno accordo sul da farsi. Esistono le basi per una confluenza a livello nazionale, sia per i progetti di riforma elettorale in atto sia perché gli italiani hanno “sposato” il sistema maggioritario; eppure, continuo ad essere tra quelli contrari ad un accordo col Pdl perché reputo un ostacolo insormontabile il possibile abbandono del nostro simbolo. A livello locale, invece, i rapporti con La Destra sono ottimi e stiamo lavorando per costruire un percorso comune».

Quali problemi bisogna affrontare con priorità?

«L’emergenza ambientale sta diventando, anche per la nostra regione, una questione da affrontare immediatamente e con forte determinazione. L’amministrazione regionale deve chiarire i rapporti con i Comuni soprattutto dal punto di vista economico perché non è possibile avere spiagge sporche a ridosso della stagione estiva. Siamo anche noi a rischio spazzatura, il che sarebbe un grave danno d’immagine per la Calabria. Un'altra battaglia da condurre, condivisa anche dal Governo, è quella per il ripristino della provincia originaria di Catanzaro recuperando il vibonese e il crotonese. Una suddivisione che, realizzata a suo tempo per chissà quali motivi, ha finito col creare debolezza e povertà in tutti e tre i territori. Ecco perché, non per campanilismo ma da amico dei lametini, non condivido chi soffia sul fuoco dell’ennesima divisione territoriale, spinto esclusivamente da fini personali: sarebbe un ulteriore regalo a Cosenza o Reggio mentre poi ci lamentiamo delle spoliazioni subite».

Cosa si aspetta dalla Giunta Ferro?

«Sono ottimista! Vedo una Giunta che ha voglia di lavorare e guidata da una persona competente, attiva e d’esperienza. Sono sicuro che riusciremo ad ottenere risultati importanti».

Nessun commento: